“CHIM. Chi lo conosce può rimodellare la terra. Testimone la casa del Re Rosso una volta Jungled.”- Commentari sul Mysterium Xarxes, Libro Tre

CHIM (/tʃɪm / chim) è stato descritto come la sillaba segreta della regalità. Molti scritti hanno fatto vaghi riferimenti ad esso nel corso della storia, ma nonostante la sua importanza, c’è una mancanza di informazioni. È meglio inteso come uno stato dell’essere che consente la fuga da tutte le leggi e le limitazioni conosciute. È il processo di raggiungere una sorta di epifania sulla natura dell’universo e sul proprio posto in esso, che porta a una comprensione simultanea dell’intero ambito dell’esistenza e della propria individualità. CHIM è in maiuscolo perché proviene dalla lingua Ehlnofex, la lingua degli Ehlnofey che si crede siano stati i progenitori delle razze moderne. Si tratta di un antico sigillo connotante ‘regalità’, ‘starlight’, e ‘alto splendore’.

CHIM

I commenti di Mankar Camoran sui Mysterium Xarxes, Libro Tre, iniziano con “CHIM” nell’alfabeto daedrico e trattano ampiamente l’argomento. Inizia con “La Torre tocca tutti i mantelli del Cielo e dal suo apice si può essere come vuole. Di più: sii come era e tuttavia cambiato per tutto il resto su quel sentiero per quelli che camminano dopo. Questo è il segreto di come i mortali diventano creatori e i creatori tornano ai mortali.”(Anche se “the secret of how mortals become makers, and makers back to mortals” è una frase più indicativa del concetto correlato di Amaranto.) Quindi chi conosce CHIM si dice risieda in cima (o all’interno) della Torre (cioè, Mundus) e possiede un potere incomprensibile per alterare la realtà. Conoscendo CHIM, si sperimenta un senso ineffabile della divinità, che è ciò che consente la fuga da tutte le restrizioni conosciute.

I Cammini sono sei percorsi interconnessi per raggiungere la divinità, o “mantling”, di cui CHIM è il quinto. Tutti i percorsi sembrano richiedere una certa comprensione della Ruota, la struttura degli Aurbis. Secondo Vivec, il primo a capire il concetto è stato Lorkhan, la cui curiosità e desiderio di cambiamento lo hanno spinto fino al bordo della Ruota e oltre, dove ha guardato indietro l’Aurbis lateralmente e quindi ha imparato il nome di Dio: I (come una ruota, osservata dal lato, è un “Io”). Lorkhan poi convinse l’Aedra a unirsi a lui nella costruzione di Mundus, al centro della Ruota, in un’impresa per aiutare gli altri a conoscere CHIM e quindi sfuggire a tutte le leggi che li vincolavano. Questo tentativo di CHIM è fallito, anche se il motivo per cui è fallito è stato oggetto di intenso disaccordo e spargimento di sangue dagli albori della creazione fino ai giorni nostri. Alcuni attribuiscono il fallimento a un errore, altri alla malizia di Lorkhan; le circostanze sono sconosciute, ma Vivec sembrava sospettare che il cosiddetto fallimento fosse avvenuto solo perché altri potessero sapere come non fallire. Vivec, che ha scritto ampiamente su CHIM, descritto come raggiungere il cielo con la violenza. A quanto pare l’ha saputo da Molag Bal.

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